
Uno degli strumenti antichi che sta vivendo una stagione di grande riscoperta, è senza dubbio il flauto barocco. Quali sono le sue peculiarità? Che cosa lo distingue dal flauto traverso moderno?
Beni Musicali ne parla con il M° Stefano Bet, tra i più noti esperti dello strumento. L’intervista è disponibile anche in formato pdf scaricabile qui.
Maestro Bet, come è nato il suo interesse per il flauto barocco ?
Non ricordo bene quale fu la scintilla primordiale, probabilmente una serie di circostanze: cominciai molto presto a cantare in coro come voce bianca - poi una solida preparazione culturale e musicale - la frequentazione di amici appassionati di musica classica(ora colleghi) - l’ascolto di concerti e buoni dischi - la passione per ogni forma d’arte musicale, la composizione e la ricerca - la lettura dei trattati e i primi corsi - l’interesse per la costruzione di antichi strumenti a fiato e liuteria in generale - i primi fortunati concerti - poi certamente il contatto con alcuni dei maggiori autori del passato quali Vivaldi, Bach, Handel, Telemann e la sensazione di poter ricreare un certo tipo di suono “antico” e forse far rivivere il pensiero del compositore. Fino a qualche decennio fa tali opere erano grandiosamente interpretate ma con strumenti e prassi moderne, così il risultato era più vicino al tardo Romanticismo che al Rinascimento, al Barocco, al Classicismo.
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Giardin Verde [0:40m]:
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